ACQUA: I SINDACI DEI COMUNI RAGUSANI HANNO SCELTO LA GESTIONE PUBBLICA. MA SE NE SONO ACCORTI?

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In qualsiasi altro posto d’Italia la votazione unanime a favore della scelta della gestione pubblica,“in house”, da parte dei membri di un’assemblea che si trovasse a scegliere la forma di gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I), verrebbe salutata, se non con brindisi e pasticcini, di certo con comunicati stampa e diffusione enfatica del risultato.

Ciò che, invece, stiamo assistendo in provincia di Ragusa ha dell’incredibile: lunedì 22 gennaio l’ATI di Ragusa, ovvero l’Assemblea Territoriale Idrica, rappresentata dai sindaci o loro delegati (con l’ennesima assenza, tra gli altri, del sindaco di Modica Ignazio Abbate), ha deliberato e messo a verbale la scelta della gestione pubblica dell’acqua. ma a quanto pare nessuno di loro ha pensato di darne comunicazione e nessuno ne ha parlato.

Insostenibili risulterebbero i paragoni con quanto accaduto per l’analoga scelta fatta nel 2007 a conclusione di una battaglia che vide protagonisti i cittadini di tutti i Comuni con in testa gli studenti.

Allora fu salutato da tutti come un grande risultato e ne parlarono anche i media nazionali.

Ricordiamo pure che purtroppo non è mai stato affidato il servizio e che si è proseguito con l’ATO e le gestioni autonome da parte dei singoli Comuni.

È pur vero che l’atmosfera che si respirava durante l’ultima seduta dell’ATI, nella sala giunta del Comune di Ragusa, dove si è riunita l’assemblea e dove erano presenti anche alcuni rappresentanti del nostro movimento, lasciava presagire una simile amorfa reazione.

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ACQUA: ABBATE, ASSENTE! I MODICANI CERCANO UN ALTRO SINDACO

giù le mani dall'acquaACQUA: ABBATE, ASSENTE!

I MODICANI CERCANO UN ALTRO SINDACO

Nonostante penda la mannaia del commissariamento da parte della Regione, apprendiamo che si è svolta l’assemblea dell’ATI Ragusa (Assemblea Territoriale Idrica) e ancora una volta si è registrata l’assenza del Comune di Modica, l’ennesima.

Insomma il sindaco Ignazio Abbate continua a mandare lo stesso segnale ai suoi concittadini: dell’acqua non mi importa un tubo!

Ma ci chiediamo, su questa posizione sono concordi anche gli altri componenti dell’amministrazione?

O forse sarebbe meglio chiedersi se c’è un’amministrazione, una giunta o c’è un uomo solo al comando?

Ci sono il vice sindaco Giorgio Linguanti, l’assessore Rita Floridia, l’assessore Giorgio Belluardo,

l’assessore Orazio Di Giacomo, l’assessore Pietro Lorefice?

Se tutti questi sono amministratori in carne ed ossa, e di questo siamo certi, impegnati ciascuno nel proprio ambito, è legittimo chiedersi perché, nonostante le ripetute richieste di spiegazioni, non sentono il dovere di dire qualcosa, di far capire i motivi, se motivi ci sono, per giustificare la mancata partecipazione a tutti gli incontri da parte del Comune di Modica?

Cosa non vogliono o non possono dire?

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ACQUA: ATI A RISCHIO COMMISSARIAMENTO MA AL SINDACO ABBATE NON IMPORTA UN TUBO

giù le mani dall'acqua

ACQUA: ATI A RISCHIO COMMISSARIAMENTO

MA AL SINDACO ABBATE NON IMPORTA UN TUBO

Tempo scaduto!

I sindaci dei comuni della Provincia di Ragusa non hanno aggiornato e, tanto meno, adottato il Piano d’Ambito, ovvero il documento principe nella gestione del Servizio Idrico Integrato che opera la ricognizione delle opere e delle infrastrutture esistenti, predispone il programma degli interventi, individua il piano di gestione e di organizzazione, definisce il modello gestionale, fissa la tariffa ed elabora il piano economico finanziario.

Il termine per adottare il piano d’ambito era fissato al 18 novembre, pena il commissariamento; provvedimento che potrà essere messo in atto, a breve, dal neo eletto Presidente Musumeci, a meno di revoca/annullamento o, in subordine, sospensione/proroga dell’atto di indirizzo dell’ex Assessora Dott.ssa Vania Contraffatto, come chiesto dal Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni.

I suddetti sindaci dei comuni iblei, a quasi sei mesi dalla richiesta dell’assessorato, a quanto si può apprendere dal verbale dell’ultima seduta assembleare, appaiono in grandissimo ritardo e sembrano essersi smarriti nel dedalo di normative, passaggi di responsabilità ATO-ATI, dotazione organica, nomina del Direttore etc. etc.

Da quanto emerge dal verbale del 7 novembre sembra che i sindaci e gli stessi funzionari si erano già rassegnati al mancato rispetto del termine del 18 e quindi al conseguenziale commissariamento, e se questo avverrà, ovviamente, i primi cittadini se ne dovranno assumere tutte le responsabilità, e non basterà, di certo, il silenzio che hanno mantenuto su tutta la vicenda a distogliere la dovuta attenzione dei cittadini su di loro.

Ma tra i dodici sindaci ve n’è uno in particolare, al quale dell’acqua sembra proprio non fregargliene un tubo: il sindaco di Modica Ignazio Abbate.

Come spiegare altrimenti l’assenza a tutti gli incontri dell’assemblea, fatta eccezione del primo al quale l’assessore delegato, Belluardo, si è pure presentato senza delega.

Ma come si giustificherà il sindaco Abbate se dovesse arrivare il commissariamento dell’ATI?

Ci dirà anche in questo caso che sarà stata colpa di qualcun altro?

Forse delle passate amministrazioni modicane o di quei sindaci iblei che, dietro la spinta dell’opinione pubblica scesa in strada a manifestare, scelsero la forma della gestione pubblica contro gli interessi dei privati che minacciavano ricorsi e penali e nonostante funzionari e politicanti che prospettavano mille calamità e perdita dei finanziamenti?

E come risponderà ai suoi concittadini riguardo la scelta della forma di gestione se gli altri sindaci, in sua assenza, dovessero propendere per la soluzione verso una società mista, pubblico-privato, che di fatto sarebbe pubblica per i costi e privata per i profitti?

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L’ACQUA È COSA NOSTRA! SINDACI, DITECI COSA STATE FACENDO!

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L’ACQUA È COSA NOSTRA!

SINDACI, DITECI COSA STATE FACENDO!

A distanza di quattro giorni dalla scadenza del 18 novembre, entro la quale le Assemblee Territoriali Idriche (ATI) dovranno adottare i piani d’ambito, pena il commissariamento, nulla è dato sapere circa lo stato dei lavori dell’ATI Ragusa.

Riteniamo questa una grave lesione del diritto di informazione dei cittadini dei 12 comuni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

Un silenzio che, come dicevamo già il mese scorso, è inquietante e incomprensibile.

Cosa impedisce ai sindaci di metterci al corrente delle loro decisioni?

Azione di informazione che, peraltro, è obbligatoria e non facoltativa e che prevede, come minimo, la pubblicazione delle deliberazioni sul sito dell’ATI, attualmente inserito in una specifica sezione del sito ufficiale del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

I primi cittadini hanno già ottemperato all’obbligo di aggiornare e adottare il piano d’ambito e la mancata pubblicazione è solo un problema di ritardo da parte del funzionario che deve occuparsene, o, invece, nulla di tutto questo è stato fatto e vogliono far passare nel silenzio quella che sarebbe una iattura per il nostro territorio, ovvero il commissariamento che potrebbe arrivare dopo il 18?

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Approvvigionamento idrico a Modica

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco

All’Assessore ai LL.PP

Comune di Modica
E p.c. Agli organi di informazione

Oggetto: approvvigionamento idrico a Modica

Nell’ultimo anno il servizio di erogazione dell’acqua a Modica sembra notevolmente migliorato specialmente nella zona del S. Cuore dove, grazie alla messa in opera della nuova rete idrica ed al lavoro certosino degli addetti al servizio, è stato possibile eliminare ataviche criticità ed abbattere i costi, non indifferenti (500.000 € annui), dovuti all’approvvigionamento idrico mediante autobotti private.

La recente realizzazione poi dei box in cui effettuare la clorazione dell’acqua ha finalmente risolto questo problema che si trascinava da circa 10 anni.

Permangono comunque ancora forti disagi in diversi punti della città e delle frazioni, disagi che potrebbero essere attenuati qualora venissero completate alcune già avviate procedure e definitivamente eliminati se venisse eseguita la trivellazione dei nuovi pozzi già individuati.…

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Difendiamo l’acqua e la democrazia! Firmiamo l’appello del Forum italiano dei movimenti per l’acqua

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APPELLO


“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

 

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Firma e fai firmare l’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

“Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

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L’ACQUA È DI TUTTI MA INTERESSA TUTTI? Il Forum provinciale dei movimenti per l’acqua di Ragusa chiede chiarezza a sindaci e Provincia

FORUM PROVINCIALE DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

COMUNICATO STAMPA

L’ACQUA E’ DI TUTTI MA INTERESSA TUTTI?

Che l’acqua sia di tutti non ci sono dubbi, che interessi tutti non è per niente certo.
A portarci a dubitare è l’aver registrato un fatto di preoccupante gravità che si è verificato sabato scorso a Modica.
Promosso dal Forum provinciale dei movimenti per l’acqua, dal Comune di Modica e dalla Provincia Regionale di Ragusa, sabato 12, presso l’aula consiliare del comune di Modica, si è svolto un seminario di approfondimento sulle tematiche della gestione del Servizio Idrico Integrato al quale erano stati invitati tutti i sindaci, i parlamentari regionali e nazionali e le organizzazioni sindacali, oltre, chiaramente, alle associazioni facenti parte del Forum provinciale.
La gravità sta nel fatto che su 12 sindaci, oltre al sindaco Buscema che ospitava il seminario, soltanto il sindaco di Vittoria ha preso parte ai lavori, tramite una sua delegata, e su cinque parlamentari regionali soltanto gli onorevoli Ammatuna e Di Giacomo sono stati presenti. Non erano infatti presenti gli onorevoli Riccardo Minardo, Orazio Ragusa e Carmelo Incardona, così come assente era il parlamentare nazionale on. Nino Minardo. Ma anche la Provincia di Ragusa ha fatto registrare una ancor più grave assenza, considerato che era tra i promotori del seminario e, sebbene l’Assessore Mallia avesse anticipato la sua assenza per motivi di salute, ci saremmo aspettati di vedere il presidente Antoci o un altro assessore.
Il dubbio, pertanto, sul reale interesse rispetto al tema dell’acqua pubblica è più che legittimo o, forse, dobbiamo pensare che sabato scorso tutti questi rappresentati erano impegnati in altre faccende evidentemente più importanti?…

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