Quei morti sono nostri fratelli!

I corpi degli immigrati accolti a Pozzallo

Quei morti sono nostri fratelli!

E chiedono un’umanità “altra da come siamo stati”

Nella banchina del molo di Pozzallo, dove nel pomeriggio e nella serata del 1° luglio sono stati accolti gli immigrati drammaticamente morti nel barcone di appena venti metri che trasportava seicento persone, c’era molta commozione.

Soprattutto quando lo sguardo si posava sulle difficili operazioni di recupero dei corpi, quando qualcuno diceva che c’erano anche bambini, quando si intravedeva lo stato dei cadaveri o si raccontava delle testimonianze dei superstiti, delle violenze da loro subite …

Ad accogliere i corpi degli immigrati c’erano uomini delle istituzioni (Prefettura, Procura, Questura, Comune), le Forze dell’ordine, la Protezione civile, il personale medico, la Chiesa di Noto (rappresentata da don Michele Iacono, che ha benedetto le salme, e dalla Caritas diocesana, in costante contatto con il Vescovo e il Vicario generale), l’Iman (che anche lui ha innalzato una preghiera all’Altissimo), Medici senza frontiere, Libera.

C’era soprattutto grande dolore! Che la gente semplice ha interpretato con il gesto più umano: il pianto!

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Festa del rifugiato 2012

Si terrà martedì 19 giugno alle ore 20 a Modica, presso il cantiere educativo “Crisci Ranni” nell’area attrezzata Padre Basile (via Fontana – ex Foro Boario), la Festa del Rifugiato 2012, organizzata dal Coordinamento “Sui sentieri di Isaia” della Caritas diocesana di Noto, dalle cooperative sociali “Il Dono” e “Don Puglisi” e dallo SPRAR (il sistema di accoglienza dei richiedenti asili politico e dei rifugiati).
Da un’idea di Enzo Ruta e con il coinvolgimento di tutte le mamme, le ragazze, i bambini e gli operatori del Centro Babel di Modica e del Centro Vivere la Vita di Ragusa – case di accoglienza dello SPRAR – verrà rappresentato lo spettacolo “Cuori”: il cuore infatti è nel nostro immaginario il luogo dei sentimenti, delle emozioni, delle paure, del coraggio e di tutto ciò che ci sta a… cuore! In un percorso di testimonianze di vita, suoni, canti e balli di mondi lontani, tutto si concluderà in un dialogo fra due donne che al centro di un ipotetico mare della nostra esistenza si ritrovano in un abbraccio.
Per ricordarci che nel cuore di ogni uomo è conservata la scintilla che ci porta al cuore di Dio e in questo senso ci fa sentire tutti irrimediabilmente fratelli.

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Salvarono 44 naufraghi e furono incriminati. Il 21 settembre la sentenza.

ASGI – sezione Sicilia
Borderline Sicilia

Chi salva vite umane viene incriminato
Dopo 4 anni di processo, il 21 settembre 2011 verrà pronunciata la
sentenza di appello nei confronti dei due comandanti dei pescherecci
tunisini Morthada ed Mohamed El Hedi

La sezione siciliana dell’Asgi e l’Onlus “Borderline Sicilia” auspicano che venga fatta
giustizia sull’ennesimo caso di aiuto umanitario sotto processo.
Nell’agosto del 2007 i due pescherecci tunisini trassero in salvo 44 naufraghi nel Canale di
Sicilia. Per questo salvataggio, i due equipaggi finirono sotto processo ad Agrigento con
l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel novembre del 2009 cinque
pescatori, dopo avere subito un’ingiusta detenzione durata 36 giorni e un’incalcolabile
pregiudizio economico, sono stati assolti da ogni accusa. I due comandanti, Abdelbasset
Zenzeri e Abdelkarim Bayoudh, condannati in primo grado con l‘accusa di minaccia e
violenza a nave da guerra e resistenza a pubblico ufficiale, attendono che il prossimo 21
settembre venga riformata la sentenza di condanna del tribunale di Agrigento.
Intanto la strage continua e anche quest’estate si contano centinaia di morti nelle acque
del Canale di Sicilia. Sugli arrivi alla frontiera italiana di profughi africani ed asiatici
provenienti dalla Libia è stata avviata un’indagine dalla Procura della Repubblica di
Palermo in ordine alle responsabilità del regime libico sui viaggi della speranza usati come
forma di ricatto nei confronti dell’Italia. E il procuratore aggiunto Teresi denuncia le
condizionidi trattenimento dei migranti presso l’ex base Loran a Lampedusa.
La politica di chiusura della fortezza Europa, in nome del controllo delle frontiere, ha
trasformato il Mediterraneo in un mare senza diritti, in cui non contano più le convenzioni
internazionali, il rispetto del diritto d’asilo e dei diritti umani, e in cui le azioni umanitarie
vengono criminalizzate per scoraggiare l’intervento di coraggiosi pescatori che, anche a
costo della propria vita, compiono azioni di salvataggio in mare nel rispetto della legge.

Contatti:
Asgi – sezione Sicilia: Avv. Giovanni Annaloro + 39-338-7000682
Borderline Sicilia Onlus: +39-340-980 21 96 borderlinesicilia@libero.it

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“Diritti sotto sequestro” – Pozzallo, venerdì 2 settembre

VENERDI’ DUE SETTEMBRE ORE 17.30 SPAZIO CULTURA “MENO ASSENZA” A POZZALLO “DIRITTI SOTTO SEQUESTRO”

Da Lampedusa a Pozzallo: l’ arrivo dei migranti in Italia.

A seguito delle rivolte in Maghreb e del conflitto in Libia si sono intensificati gli arrivi dei migranti sulle coste della Sicilia, e si sono moltiplicate le morti in mare. Come sta gestendo il nostro paese questa situazione? Sono garantiti il diritto d’asilo, i diritti dei minori, le categorie più vulnerabili? Tra accoglienza e forme di detenzione vengono delineate nuove politiche migratorie. Ne discuteranno: PROF. FULVIO VASSALLO PALEOLOGO- Università di Palermo e ASGI ANTONELLO MANGANO- Terre Libere e autore del libro “Voi li chiamate clandestini”. Su iniziativa di ASGI (Associazione studi giuridici immigrazione), LIBERA, CGIL, IL CLANDESTINO, BORDERLINE SICILIA, COOP. QUETZAL, ASS. ATTINKITE’.

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PRESENTAZIONE I VOLTI DEL PRIMO MARZO

Martedì 28 giugno alle 18:30, al Palazzo della Cultura di Modica, si terrà la presentazione del volume I volti del primo marzo – Voci da un’altra Italia di Massimiliano Perna, Rosario Cauchi, Giorgio Ruta, Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi e con il contributo di Fabrizio Gatti, Andrea Scarfò, Ilaria Sesana, Stefania Ragusa e Antonello Mangano.

Dopo un lungo percorso, fatto di partecipazione dal basso e tanto lavoro, il testo – un saggio letterario e fotografico sul recente fenomeno migratorio – sarà presentato a Modica dopo l’anteprima di Catania.

Nel corso dello stesso incontro verrà presentato il documentario “Fuori da Mineo”, realizzato da FrameOff e sarà recitato un monologo di Enzo Ruta.

Insieme agli autori sarà presente Antonio Mazzeo.

L’iniziativa si deve all’apporto di Marotta&Cafiero Editore, Il Clandestino – con permesso di soggiorno, Nomadica – Festival del Cinema e delle Arti, Terrelibere.org e FrameOff.

IL LIBRO

Un lunedì di marzo, tiepido perché riscaldato da un raggiante sole siciliano: uomini, donne, bambini, studenti, lavoratori, corpi che si muovono tra le strade dell’isola, da Siracusa a Catania.
E’ una manifestazione…è il primo marzo dei migranti che vivono e lavorano in Italia.
Lo sciopero, il grido di protesta e di aiuto, le storie, la quotidianità, raccontati nell’arco di ventiquattro ore, dalle prime luci dell’alba alla notte.
Una giornata che i lavoratori migranti hanno deciso di prendersi, dopo aver subito molteplici imposizioni.
Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi, Giorgio Ruta, Rosario Cauchi e Massimiliano Perna descrivono, tra le pagine di questo lavoro, fatto di parole ed immagini, una giornata dedicata all’altra Italia: quella che non occupa gli spazi televisivi, quella che si muove con discrezione, quella che accetta “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, quella che si sveglia di notte per 20 o trenta euro.
Una manifestazione illustrata andando anche oltre le strade che ha attraversato, con approfondimenti generati dalla cronaca e dalle inchieste che interessano o hanno interessato, direttamente e indirettamente, i migranti che continuano a scegliere la Sicilia per rifarsi un’esistenza, per avere un lavoro, per conquistare uno stipendio.
Il tentativo di ricostruire una dimensione, troppo spesso occultata da una penombra talmente opprimente da imporre il silenzi anche a chi decida di dire basta e di richiedere gli stessi diritti riconosciuti agli altri italiani.
Il testo, insieme al progetto che ne sta alla base e che voi stessi potete sostenere diventandone co-produttori, contiene la cronaca, narrata e fotografata, di quel primo marzo del 2010 e di tante altre storie d’immigrazione…..
L’altra Italia, quella che non viene raccontata ma che esiste e chiede dignità.

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“Voi li chiamate clandestini” – lunedì 21 febbraio, presentazione del libro di Laura Galesi e Antonello Mangano alla Libreria Mondadori di Modica

Lunedì 21 febbraio, ore 18,30 – “Voi li chiamate clandestini” – presentazione del libro di Laura Galesi e Antonello Mangano presso la Libreria Mondadori di Modica, in corso Umberto I, 123. Saranno presenti gli autori

Un`inchiesta da Castel Volturno a Foggia, da Rosarno a Cassibile, sulle terribili condizioni di vita e di lavoro dei migranti. Un viaggio nel Sud invisibile, nelle campagne degli stagionali, dei rumeni, dei maghrebini, degli africani, degli imprenditori senza scrupoli, della `ndrangheta e della camorra. Cosa sappiamo della produzione dei pomodori, dei vini doc, delle arance? Questi tradizionali prodotti italiani sono spesso il frutto di lavoro nero, malpagato e ricattato.

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Vittoria degli immigrati di Alex Zanotelli

Napoli, 16 aprile 2010

Vittoria degli immigrati

Alex Zanotelli

Oggi alle ore 13.00 sei dei nove rifugiati della nave da carico “ Vera D”, sono stati rilasciati dal CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Brindisi , su istanza del giudice,  perché presunti minori. Abbiamo accolto questa notizia  con un urlo di gioia : giustizia fatta per gli immigrati, una vittoria per gli attivisti napoletani che hanno difeso passo  passo i nove immigrati.

Il nostro impegno è iniziato quando il 7 aprile la nave da carico “Vera D”, che batte bandiera liberiana, aveva attraccato al molo 51 nel porto di Napoli, dichiarando di avere a bordo nove immigrati clandestini(erano saliti segretamente ad Abidjan, in Costa D’Avorio).Per motivi di sicurezza , la “Vera D” è stata bloccata dalle autorità portuali fino al 12 aprile, quando gli attivisti anti-razzisti ne sono venuti a conoscenza. Da quel momento gli attivisti hanno iniziato a presidiare la nave perché non salpasse, dato che il Ministero degli interni vuole che gli immigrati vengano respinti. La lunga trattativa fra la compagnia della nave e gli attivisti si è conclusa nel cuore della notte di quel 12 aprile. Alcuni attivisti , accompagnati da un legale, sono saliti a bordo per incontrare i nove immigrati. Tutti hanno chiesto l’asilo politico e sei di loro si sono dichiarati minorenni. Subito dopo è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’autorità portuale, dove si richiedeva il diritto di asilo, nonché la tutela dei sei minori. Così i nove clandestini (cinque nigeriani e quattro ghaneani) sono sbarcati alle ore 12.00  del 13 aprile. Una bella vittoria questa, in un’Italia che ha votato il “Pacchetto Sicurezza” di Maroni, un’Italia che sta’respingendo’ i ‘disperati ‘della storia. E’ straordinario che il Comune di Napoli abbia dato la disponibilità ad accoglierli.…

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