2° Festival del Giornalismo – Modica 25/28 agosto 2010

Ideato, promosso ed organizzato dal mensile “IL CLANDESTINO con permesso di soggiorno”, prenderà il via a Modica il 25 agosto il 2° Festival del Giornalismo.

Di seguito la presentazione che apre il sito www.festival-del-giornalismo.it dove è possibile trovare contenuti e programma dell’evento.

L’idea di un Festival del Giornalismo nasce dal desiderio di promuovere, a Modica, la conoscenza del panorama informativo nazionale, con particolare attenzione al mondo giornalistico siciliano.
Figure di spicco hanno, infatti, segnato la storia del giornalismo in Sicilia, sia per la loro incessabile ricerca della verità, portata avanti con un’attenta dedizione al mestiere, sia per le loro tragiche vicende.

Giornalisti come Giovanni Spampinato e Pippo Fava, spesso dimenticati nell’indifferenza della società, devono invece servire da monito in un contesto difficile come quello che si profila in Italia. Proprio a queste due figure abbiamo dedicato due giorni del nostro Festival.…

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“RAI PER UNA NOTTE” di Michele Santoro – al circolo di Attinkitè.

“RAI PER UNA NOTTE” di Michele Santoro – al circolo di Attinkitè.

raiperunanotte_locandinaDomani alle 21 in streaming presso il circolo dell’associazione Attinkitè, in via Albanese 80 sarà possibile seguire l’evento “Rai per una notte” condotto da Michele Santoro e che andrà in onda su tv (tra cui Repubblica Tv), radio e internet.
“Qualunque scelta faranno in futuro – sottolinea il giornalista – il silenzio sarà spezzato, non si potrà mettere a tacere l’informazione”. Nel corso del programma ci sarà anche un’intervista a Roberto Benigni realizzata da Sandro Ruotolo.
Nella serata organizzata al PalaDozza di Bologna “…racconteremo quello che ci è accaduto realmente in questi giorni perchè non è stato fatto con chiarezza”. Ospiti della serata: Giovanni Floris, Gad Lerner, Morgan, il Trio Medusa, Daniele Luttazzi, Venditti, Elio e le Storie Tese, Piovani, Filippo Rossi di Fare Futuro e forse Sabina Guzzanti

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1000 firme in 10 giorni per chiedere edizione locale de La Repubblica in prov. di Catania

Oggetto: 1000 firme in dieci giorni per chiedere l’edizione locale de La  Repubblica in provincia di Catania

La campagna raccolta firme per richiedere un’edizione locale de La Repubblica a Catania ha fino adesso raggiunto i suoi obiettivi.
Quello che tarda è invece una risposta alla nostra richiesta.
Chiediamo a tutti un’altra sferzata di impegno per obbligare chi di dovere a darci una risposta. Per questo rilanciamo la nostra richiesta e puntiamo su un maggior numero di adesioni: 1000 FIRME IN 10 GIORNI; 3000 ADESIONI AL GRUPPO FB IN 15 GIORNI!
Si tratta, ancora una volta, di obiettivi ambiziosi, che richiedono un impegno da parte di ciascuno di noi. Ma i numeri finora raggiunti sembrano darci ragione: a meno di 10 giorni dal lancio dell’iniziativa siamo a quasi 900 firme e più di 1700 adesioni sul gruppo facebook.Un piccolo impegno: firmate ed invitate a firmare!
Chiediamo un impegno da parte di tutti per questa battaglia per il pluralismo dell’informazione nella città di Catania!…

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Lettera aperta di solidarietà a Carlo Ruta

60 storici italiani sottoscrivono una lettera a sostegno di Carlo Ruta

Vediamo con preoccupazione la sentenza di condanna, emessa dal Tribunale di Modica, per “stampa  clandestina” di un sito Web di informazione e documentazione quale Accaddeinsicilia.net, del quale si
è imposta la chiusura. Come fruitori delle tecnologie informatiche, crediamo che non si possa applicare ai siti digitali una normativa originariamente pensata per la carta stampata e formulata in un clima
segnato dalla transizione dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda. Non può essere etichettato come stampa clandestina un sito liberamente accessibile a chiunque, autorità comprese, i cui autori si
manifestino pubblicamente come tali, che nulla nasconde della propria attività e che anzi si sforza di contribuire al pluralismo della sfera pubblica. L’aggiornamento, più o meno regolare, delle proprie notizie
non basta ad assimilare un sito Web ad un giornale e quindi a sottometterlo ad una disciplina penale idonea, magari, a testate giornalistiche professionali. Come studiosi e utenti del Web, sappiamo invece che l’aggiornamento è un segnale della cura di un sito e quindi una premessa – sebbene non sufficiente – alla buona fede dei suoi gestori. La chiusura di un sito, che a quanto ci risulta conteneva dossiers sulla storia della Sicilia in età contemporanea e sul rapporto tra la storia e Internet, rischia di costituire un precedente che potrebbe un domani influire sulla libertà di discussione e diffusione di informazioni sulla storia contemporanea italiana. Come cittadini e come storici, riteniamo importante che la libertà di ricerca, documentazione ed espressione della libera opinione sia tutelata specie in una materia delicata come i rapporti tra mafia, politica e affari.…

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