SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA

ponte-punta-regilioneÈ da poco passato il terzo anniversario della prima “Radunata”, l’iniziativa spontanea di protesta, promossa da singoli cittadini e associazioni, contro le modalità di costruzione di un resort sulle dune di Marina di Modica, zona dichiarata Sito di Interesse Comunitario dalla Comunità Europea.
A distanza di tre anni molto è cambiato: lì dove c’erano morbide dune, già seviziate dai resti dell’incendio del precedente intervento di “sviluppo” della frazione balneare, il centro turistico “Itaparica”, oggi sorgono i servizi del resort oggetto delle proteste.
Ma chi non conosce i luoghi e non ha seguito la vicenda potrebbe essere portato a pensare che, avendo avuto la “fortuna” di poter ri-costruire in un sito talmente delicato e protetto, i titolari di tale progetto abbiano incaricato specialisti dell’architettura green per intervenire con strutture e materiali ad impatto ecologico minimo e reversibile; confermando, così facendo, la logica di tutela e conservazione che ha portato all’individuazione del SIC e innescando motivi di attrazione e di interesse, anche internazionale, come accade ovunque si progetta adottando criteri di architettura innovativa e sostenibile.…

Letto 2094 volte

IL NERVO SCOPERTO DEL SINDACO ABBATE

Marina-di-Modica-Ci voleva il comunicato relativo all’inaugurazione del resort sulle dune e, in buona sostanza, sul feeling tra il Sindaco Abbate e la famiglia Minardo, a far reagire il primo cittadino.
Stessa forza non avevano avuto altri nostri comunicati, ad esempio i tanti nei quali chiedevamo conto e ragione delle sue costanti assenze alle riunioni dell’Assemblea Territoriale Idrica.
A fare la differenza saranno state l’importanza e la priorità del progetto “spianadune” dei Minardo (Daniele Martini su Il Fatto Quotidiano.it del 26 febbraio 2017) e l’urgenza di rintuzzare alla nostra insolente indicazione del cordone ombelicale esistente tra la sua amministrazione e la famiglia di contrada Quartarella.
Evidentemente sarà convinzione del sindaco Abbate che ai modicani non interessi un tubo della gestione del prezioso liquido e che, invece, avrebbero passato notti insonni senza la sua piccata replica al nostro comunicato.
Ne prendiamo atto. Come prendiamo atto che il sindaco ha provato ancora una volta a non onorare la verità dei fatti.
È, infatti, del tutto falso far risalire le responsabilità dell’autorizzazione del progetto sulle dune all’amministrazione Buscema, della quale, peraltro, il nostro movimento non faceva parte, ma alla quale siamo onorati di avere dato tutto il sostegno possibile per lo stile, la qualità, la correttezza, lo spessore umano e politico che sono stati espressi dalla persona che ne era alla guida.…

Letto 6445 volte

IL SINDACO E I MINARDO, UN CORDONE BEN SALDO

itaparicaÈ altamente significativo, sintomatico, emblematico che, a pochi giorni dalla proclamazione, il Sindaco Abbate si sia recato a presenziare e tagliare il nastro per l’inaugurazione del Modica Beach resort della famiglia dell’on. Nino Minardo.
Si potrebbe obiettare che chiunque fosse stato il sindaco eletto avrebbe fatto lo stesso.
Noi vogliamo pensare che Salvatore Poidomani e Carlo Cartier avrebbero declinato l’invito, mentre è legittimo il dubbio sul candidato Gabriele Amore, espressione della stessa coalizione del partito della famiglia Minardo; tuttavia saremmo ben lieti di ricrederci qualora volesse informarci del contrario.
Sabato scorso non è stata, infatti, inaugurata una semplice attività commerciale ma un’opera non gradita da buona parte dei modicani, per il fatto che le strutture che ospitano tutti i servizi sono state realizzate con la cementificazione e la definitiva scomparsa delle dune di sabbia, uno degli ambienti naturali più caratteristici della nostra zona e che l’UE già da tempo aveva individuato come zona SIC (sito d’interesse comunitario).
Con questa inaugurazione il Sindaco Abbate ha mostrato che il cordone ombelicale con la famiglia Minardo è stato e resta sempre ben saldo e che non dà alcuna garanzia di porsi a difesa del territorio, quando ciò possa intaccare gli interessi di forti gruppi imprenditoriali, e di opporsi a chi, per mere logiche di profitto, questo territorio lo violenta, lo saccheggia e lo mercifica.

Letto 6518 volte

LETTERA APERTA ALL’ON. NINO MINARDO

Nino Cerruto
Nino Cerruto

Non è nel mio stile alimentare le polemiche, che non servono a nulla, o replicare a estremi tentativi di difesa, specialmente quando i toni, come quelli usati da Lei onorevole, scadono a livelli particolarmente bassi.

Questa volta devo intervenire perché Lei, forse essendo privo di contenuti per controbattere alla descrizione fatta di eventi accaduti, ha travalicato i limiti con considerazioni lesive della mia dignità professionale e coinvolgendo indirettamente tutti i miei alunni, e le rispettive famiglie, passati e presenti, un atto questo che ritengo estremamente grave e che non escludo di affrontare nelle sedi opportune.

Peraltro non è la prima volta che si verifica, e se proprio vogliamo parlare di ossessioni, Le ricordo che nel 2011, forte del Suo ruolo istituzionale, ha presentato un’interrogazione parlamentare all’allora ministro Gelmini contro la mia persona.

Non è certamente Lei che può valutare la qualità della mia azione didattica, sia perché non ne ha i titoli, sia perché non ne ha le competenze. Il senso di rispetto che penso di mantenere nei confronti delle persone, anche quando il confronto si fa aspro, mi porta sempre a non invadere gli aspetti personali, come invece ha fatto Lei, né se volessi potrei farlo nei Suoi confronti, visto che non mi sembra che Lei eserciti un’attività professionale, a parte quella di deputato, un ruolo altamente istituzionale che non Le consentirebbe, nonostante l’immunità di cui gode, di usare toni offensivi ed arroganti nei confronti di cittadini che quotidianamente cercano di svolgere con dedizione il proprio lavoro, a fronte di un riconoscimento economico neppure paragonabile a quello di un deputato, a cui si vanno a sommare tutti gli scandalosi privilegi.

Letto 7353 volte

Torchi e Minardo: grazie anche a voi!

E dopo il signor Incardona vogliamo ringraziare i signori Minardo e Torchi per aver dato colore alla nostra città!

Letto 13360 volte