Vito D’Antona sull’attacco del PDL all’assessore Calabrese

Vito D'AntonaDichiarazione del Consigliere Comunale del Movimento Sinistra Democratica, Vito D’Antona.

Esprimiamo tutta la solidarietà personale e politica del Movimento Sinistra Democratica all’Assessore alla Pubblica Istruzione, Antonio Calabrese, obiettivo di un attacco da parte del PdL, il quale con un recente comunicato ne chiede le dimissioni.
Il PdL sa, per avere governato ininterrottamente la città per oltre sei anni, che i disagi che inevitabilmente si sono registrati nelle scuole modicane e le difficoltà a garantire puntualmente i servizi sono legati ad una situazione finanziaria di dimensioni straordinarie e della quale non può essere certamente accusato l’Assessore Calabrese.…

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Situazione finanziaria. Dichiarazione di Vito D’Antona

Dichiarazione del Consigliere Comunale del Movimento Sinistra Democratica, Vito D’Antona.

La recente richiesta di dimissioni avanzata dal Gruppo consiliare del PdL nei confronti dell’Amministrazione Comunale rappresenta l’ultima “improvvisata” politica con la quale il Centrodestra modicano sta tentando senza successo di nascondere le sue responsabilità per la drammatica crisi finanziaria del Comune, le cui conseguenze si stanno drammaticamente riversando su centinaia di lavoratori, sulle loro famiglie e sulla città intera.
Di fronte alla vertenza dei dipendenti comunali, alla scelta sindacale di occupare permanentemente l’aula consiliare in attesa di ottenere una parte delle spettanze maturate da oltre quattro mesi, l’unico modo dignitoso di chi ha governato fino a sei mesi fa e per sei anni la città, sarebbe quello di limitarsi ad esprimere solidarietà e di adoperarsi con la necessaria discrezione per ottenere rapidamente, intanto, quanto spetta in via ordinaria al Comune di Modica, cioè i trasferimenti dello Stato e della Regione, i cui governi sono ambedue espressione del Centrodestra. …

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Modica, la minoranza di centro destra si spacca: UDC e PDL contro

Modica, 24 novembre 2008

Oggetto: Comunicato di Maggioranza sull’ultimo consiglio comunale

QUELLO CHE L’OPPOSIZIONE NON DICE

Quello che l’opposizione non dice è che venerdì scorso, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Modica è bastato un niente per tagliare, come farebbe un coltello caldo su un panetto di burro, il fronte della minoranza, tanto salda, finora, nel criticare l’operato di questa maggioranza e dell’Amministrazione che ne è espressione.

Quello che l’opposizione non dice è che un ex Assessore della Giunta Torchi, nella fattispecie Tato Cavallino, ha rinnegato l’andazzo della passata Amministrazione che affidava incarichi a titolo oneroso, favorendo amici e facendo spendere al Comune di Modica per consulenze o prestazioni esterne. Cavallino ha apertamente detto che lui, che di quella Amministrazione era parte, non ha mai condiviso questo modus operandi e che spera possa definitivamente tramontare a vantaggio della nuova politica, più trasparente ed economicamente più vantaggiosa per l’Ente, inaugurata dal Sindaco Buscema e dalla coalizione che lo sostiene.…

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Il Partito Democratico sulla situazione a Modica

Per anni il centrosinistra ha lanciato, spesso invano, un forte allarme circa il pericolosissimo crinale che la città al di là delle facili apparenze, stava percorrendo (voragine finanziaria, disservizi ed inadeguatezza della macchina amministrativa e della sua classe dirigente, disordine urbanistico, politica clientelare, caduta di tensione morale).

Ora che la situazione, con le dimissioni del sindaco, è andata rapidamente precipitando, ingenerando preoccupazione e smarrimento nell’opinione pubblica, il PDL, come se la sua classe dirigente fosse stata estranea e non pesantemente coinvolta nella compagine amministrativa con ruoli di primissimo piano e con precise responsabilità, dichiara che bisogna restituire dignità all’Ente Comune e alla città di Modica, rivendicando la sindacatura e tentando di accreditarsi come “salvatore della patria”. Un’operazione politicamente scorretta e poco elegante, iniziata con una insolità aggressività già in campagna elettorale, che tende a scaricare tutte le responsabilità su un capro espiatorio e a negare l’evidenza di una compartecipazione alle disastrose scelte amministrative degli anni.

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